right here right now: Giorgio Moroder e Kylie Minogue

Giorgio Moroder e Kylie Minogue insieme “right here, right now”

Secondo singolo per Giorgio Moroder, in attesa che esca il nuovo album, annunciato qualche settimana fa.

La nuova traccia è cantata dalla reginetta australiana Kylie Minogue: “Right here, right now” è un brano pop/dance dove i vocalizzi di Kylie giocano con una ritmica prettamente disco.

“Right here, Right now” conferma così il ritorno sulla scena pop di Giorgio Moroder, tornato alla ribalta due anni fa, quando partecipò alla registrazione dell’album dei Daft Punk, Random Access Memory, con un brano che conteneva un suo monologo e che terminava così: “My name is Giorgio Moroder, but everyone calls me Giorgio”.

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Sound design: 10 suggerimenti utili

Questo articolo è un po’ vecchiotto, non sono riuscito a capire bene a quando risalga; in ogni caso, ci sono suggerimenti e spunti di riflessione che secondo me sono ancora oggi più che validi.

Qui l’articolo originale

Una piccolo guida di Andrew Diey al sound design: dieci passi per guidare chi vuole saperne di più sul ruolo del suond designer.

1. Conosci la tua attrezzatura. Come Sound designer, è utile capire tutte le variazioni di questo  lavoro e i diversi compiti che viene chiesto di eseguire.

All’inizio ci sono pochi semplice elementi, ma un buon sound designer dovrebbe essere capace di applicare le proprie competenze a quasi tutto: l’uso più scontato del sound design è all’interno

della produzione cinematografica, ma può essere utilizzato anche per pubblicità, teatro, videogames, radio, TV, installazioni dal vivo, musica ed effetti sonori per macchine, automobili, o apparecchi elettrici.

2. Impara ad ascoltare. Non è per niente semplice come sembrerebbe!

L’ascolto è una forma d’arte [an art form, nel testo originale] che ha bisogno di molti anni per affinarsi. Quando è stata l’ultima volta che hai ascoltato gli uccelli di prima mattina, facendo attenzione a quanto intricata e dettagliata sia ogni canzone? Ci potrebbero essere centinaia di specie diverse di uccelli nella tua zona!

Per andare oltre, dovresti catalogare questi suoni registrandoli ed usarli poi come effetti sonori, o missarli per creare nuovi paesaggi sonori. E quando sarai più esperto, usali per creare un linguaggio alieno in un film o in un videogioco!

Prova ad imitare i suoni degli uccelli con la voce o crea il tuo metodo per distinguere diversi tipi di suono.

3. Dedicati all’arte dell’ascolto. Il sound designer passa molto tempo ad ascoltare i suoni intorno a lui – sia in casa, in vacanza, al cinema o mentre va a lavoro.

È sempre in ascolto e pensa a quali tipi di suoni formano ciò che ascolta.

Il sound designer sa come catturare questi suoni registrandoli. Crea un catalogo dei suoni che ti circondano. La lavatrice può trasformarsi in una nave spaziale, gli squilli del telefono diventano i bleep del computer, lo scricchiolio della porta si trasforma nella botola di una enorme caverna, i soffi del vento nella spettrale ambientazione della scena clou di un trhiller!

La maggior parte degli effetti sonori vengono dal mondo reale; i suond designers li registrano usando microfoni e poi diventano gli effetti sonori dei film o dei videogames.

4. Raccogliere ciò che si ascolta.

I microfoni sono lo strumento tecnologico più importante che usiamo come sound designer. La capacità di registrare, conservare e riprodurre i suoni che ascoltiamo o creiamo, è imprescindibile in questo lavoro.

È importante avere microfoni che registrino in qualsiasi condizione, dappertutto e in ogni momento. Ricordatevi solo di accenderli nel momento in cui volete registrare!

Il microfono è solo il primo passaggio nella catena di eventi che hanno luogo quando registri. I divresi passi possono essere illustrati così: microfono – cavo  da collegare al microfono – cavo da collegare al PC – il suon è registrato sul PC – il suono viene modificato usando un computer.

5. Segui una semplice regola: Analizza i suoni. Ci sono diversi modi per creare effetti sonori eccezionali ( che è l’obiettivo finale per un sound designer!). Ecco un esempio di un semplice metodo per creare effetti:

  • fai una lista di quali usi avrà l’effetto – ad esempio il suon di una creatura gigante in un film di Harry Potter.
  • Prova ad imitare con la voce l’effetto sonoro finale. Immagina la dimensione della creatura e come si muoverà. Questo sarò un punto importante all’inizio.
  • Prova a creare l’effetto sonoro con la voce: come dovrebbe essere?
  • Ora ascolta i suoni intorno a te: c’è qualcosa che potrebbe emettere un suono simile? Se non ci fosse, dovrai creare quel suono da zero.
  • Analizzando e dividendo il suono in parti, puoi iniziare a capire cosa serve per crearlo. Questo passaggio è chiamato dissezione del suono. È un passo iniziale molto importante durante la creazione di effetti sonori.
  • Ora che sai quali elementi costituiscono il suono, puoi iniziare ad improvvisare; per la creatura Harry Potter l’elenco potrebbe essere: melma, squamata, liquame, appiccicosa.
  • C’è nulla nel mondo reale che produce questi suoni? Pensaci bene, È qui che esperienza, ascolto ed apprendimento diventano amici fidati. Potresti provare con la colla per carta da parati, tirando pezzi di carne in faccia al muro, suoni di fabbriche umide, o qualsiasi altra cosa che suoni come la descrizione che hai fatto precedentemente.

6. Sound editing, modificare i suoni. Una volta che hai registrato gli elementi che comporranno il tuo effetto sonoro, avrai bisogno di metterli insieme. Questo momento si chiama sound editing, perché ciò che si fa è tagliare e dimensionare le singole parti per unirle. Può essere visto come una semplice progressione:

  • fai di ogni elemento un suono completo di per sé, poi accoppia due elementi insieme, uno dopo l’altro: come suonano?
  • Continua ad allineare due elementi alla volta, finché non ne trovi due che suonino bene insieme.
  • Adesso trova un terzo elemento che tiri fuori il meglio dai primi due, quindi lavorali tutti e tre insieme.
  • Metti da parte gli altri suoni, conservandoli per usarli le prossime volte.
  • Ripeti lo stesso processo con altri suoni e poi comparali, per scegliere quello che userai per l’effetto finale.

7. Attenzione ai dettagli. Se hai tempo, dovresti definire e completare il lavoro in modo che suoni nel modo migliore possibile. Dovrsti anche pensare a creare un catalogo di tutti i suoni originali; è molto importante perché magari avrai bisogno di creare nuovi effetti dagli stessi suoni di partenza ed avere un archivio organizzato è essenziale

8. Presentare il proprio lavoro. Adesso arriva il momento di esporre il proprio lavoro al mondo dei professionisti, che sia TV, radio o industria dei videogames.

Al fine di dimostrare le proprie abilità alle aziende è necessario avere uno show reel dei propri lavori. Molte compagnie cercano persone con talento innato e passione che possano fare la differenza tanto quanto attestati ed esperienza. Uno show reel non dovrebbe solo dimostrare le proprie abilità, ma anche attenzione per i dettagli e dovrebbe includere: un filmato dove l’audio  originale è stato sostituito col proprio lavoro, paesaggi sonori ma senza immagini, esempi di manipolazione di campioni usando DSP e cose simili.

9. Continua a migliorare le tue conoscenze. Coltiva un salutare interesse per la tecnologia, per i nuovi prodotti e per i suoni nei film, nei giochi, nella televisione, nell’animazione, nei radiodrammi, nel teatro.

Ascolta musica e leggi interviste ad altri sound designers ( un sito utile è www.filmsound.org). e ricordati la regola 1 e la regola 10!

10. Sei bravo tanto quanto i suoni che ascolti; né più, né meno. Prova ad immaginare come i suoni che stai ascoltando in questo momento potrebbe inserirsi in un progetto o come potresti registrarli ed modificarli. Partecipa a discussioni sull’ascolto, scrivi di questo argomento, ricarica le tue orecchie di tanto in tanto: vai in un posto silenzioso e non fare nulla eccetto che ascoltare il silenzio – il che è quasi impossibile, visto che sentirai i suoni del tuo corpo al lavoro e realizzerai che i suoni sono dappertutto nel nostro mondo.

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soundcloud.com

Soundcloud ha rimosso la musica che non gli piaceva

Apprendo questa notizia da wundergroundmusic.com e la pubblico.

Il popolare sito musicale Soundcloud ha simultaneamente sconcertato e insultato dj di tutto il mondo annunciando che il motivo per cui rimuovono tracce dal sito è semplicemente perché pensano che siano immondizia.

soundcloud.com

soundcloud.com

In molti credevano, soprattutto tra i bedroom DJs, che Soundcloud avesse adottato un nuovo regolamento sul copyright; ora però questa voce è stata smentita dopo che una fonte interna alla società ha confermato che venivano rimossi soltanto i brani considerati “brutta, noiosa EDM o semplicemente spazzatura”.

Il portavoce di Soundcloud, Mark Straus, ha spiegato che non hanno mai dato “troppa importanza ai problemi di copyright, quindi l’idea di molti DJs, secondo cui rimuovevamo loro brani perché infrangevano un qualche tipo di regolamento sul copyright, è risibile. Abbiamo ascoltato attentamente i primi quattro minuti di ogni brano  – continua Straus – ed abbiamo rimosso quelli che ci sembravano files schifosi e noios”.

“C’era troppa roba scadente sul nostro sito – continua il portavoce – e ci stava dando ogni sorta di problemi con i server quindi non abbiamo avuto altra scelta che buttare nel cesso tutta quella immondizia che la gente chiama mix. E siccome la maggior parte dei brani presenti su Soundcloud sono spazzatura abbiamo avuto un bel da fare e abbiamo dovuto chiamare personale aggiuntivo per rimuovere tutta la roba che non ci piaceva”.

Alcuni pensavano che mettere 20 secondi di rumore bianco in testa alle tracce caricate su Soundcloud avrebbe evitato di finire sotto la falce, ma Straus ha fugato ogni dubbio: “Il rumore bianco ci dà solo che fastidio, tanto che siamo invogliati ancora di più a rimuovere un brano che abbia rumore bianco all’inizio.”

Il portavoce ha anche aggiunto che la rimozione di più di 10 milioni di files ha portato un miglioramento notevole nella qualità del sito, tanto che ora si blocca solo nel 30% dei casi, contro il 90% dello scorso anno.

Sempre secondo il portavoce Straus un modo per assicurarsi che un brano non venga considerato spazzatura noiosa è aggiornare il proprio account ad una versione Pro: “in cambio di una piccola quota puoi aggiornare il tuo account alla versione Pro e i soldi che spendi agiscono che un filtro anti-merda, cosicché non importa quanto banale o noiosa risulti la tua musica: noi non la rimuoveremo. Guardate la pagina di Calvin Harris: è piena di spazzatura, ma poiché ha un account Pro non è stato rimosso nulla.”

Qui il testo originale

SIAE: iscrizione gratuita per chi ha meno di 30 anni

SIAE under 30

SIAE under 30

Il comunicato SIAE pubblicato il 30 Dicembre scorso non lascia dubbi:

“Dal 1° gennaio 2015 i giovani autori di età compresa tra i 18 e i 30 anni non pagheranno la quota associativa – si legge sul sito della Società – L’esenzione dal pagamento del contributo annuo – continua il comunicato – opera per tutto l’anno civile in cui l’autore compie 30 anni, anche l’iscrizione gratuita opera con lo stesso criterio: quindi nel 2015 saranno esonerati dal pagamento tutti gli autori nati dal 1985 (compreso) in poi”.

Qui il testo completo.

Marc Cerrone: Disco Music ieri ed oggi

Mi sono imbattuto in questa intervista a Marc Cerrone, pioniere della musica Disco negli anni ‘ ’70, pubblicata su Crack Magazine. Buona lettura!

Cerrone

Gli articoli sulla disco music oggi tendono ad essere scritti da una generazione che non era neanche nata quando quella musica veniva creata e suonata.

Molti ammettono il desiderio di “voler esserci stati”, di aver voluto vivere il glamour, l’edonismo e lo spirito di emancipazione del Loft, del Paradise Garage e di altri luoghi simbolo di quel periodo.

Forse questi articoli sono parte di quella “retromania” della nostra società descritta da Simon Reynods; forse il neoliberismo ha atrofizzato la nostra creatività, come sostiene Mark Fisher, tanto da farci immaginare una nuova musica dance che dovrebbe assolvere oggi la funzione che la disco music aveva negli anni ’70.

Qualunque sia la ragione, la disco continua ad esserci. Molti di noi si affidano ancora alla disco per passare ore piacevoli.

La musica disco era legata al divertimento tanto quanto lo era a tutto il resto, e Marc Cerrone lo sa meglio di chiunque altro.

Creatore di alcune megahits negli anni ’70 (Supernature, Love in C Minor, Paradise, tra le altre), Cerrone trasfuse un erotismo ludico e tipicamente gallico nella sua musica.

Da allora sono passati diversi album ed anche una partecipazione all’X Factor francese, in qualità di giudice.

Marc Cerrone è tornato ora per la promozione di un Greatest Hits  – pubblicato su Because Music  – e ci dà il suo parere sulla musica disco, sul perché non è morta dopo i giorni del “Disco Sucks”, sul campionamento e sull’influenza che ha avuto per le ultime generazioni.

Con un entusiasmo incontenibile Cerone ci fa sapere che la vera disco è l’espressione sonica, autentica di divertimento, sesso e glamour.

E in tempi deprimenti, abbiamo bisogno di espressioni del genere.

 

Molti dicono che stiamo vivendo una rinascita della disco music negli ultimi anni: Nile Rodgers è tornato in vetta alle classifiche e tu sei tornato con un Greatest  Hits. Perché la Disco e perché ora?

MC:  La disco c’è sempre stata; non importa quali nomi le siano stati aggiunti per sottolineare certe sfumature – techno, electro, house, garage – per me la disco è viva e vegeta.

Oggi è commerciale, grazie ai Daft Punk, a Bruno Mars e a tutti gli altri. Quindi, se dopo 40 anni i giornalisti sono ancora interessati alla prima generazione di musicisti, beh, questo è il dono più bello che potevo avere dalla vita.

Questo tipo di rinascita c’è stato periodicamente ogni 8-10 anni.10-15 anni fa c’è stato il campionamento: io sono stato campionato diverse volte ed ho avuto grande risonanza sul palcoscenico della musica dance. Stessa cosa com i remix; attualmente mi viene chiesto di creare nuovamente musica e recentemente ho fatto una cover di Supernature con Beth Ditto and The Shoes; La musica non si ferma!

Quindi sei abbastanza sereno riguardo al campionamento dei tuoi brani: cosa pensi della versione di Kon di Hooked?

MC: Non voglio parlare di singoli brani, ma in generale; non me li ricordo tutti, ce ne sono stati talmente tanti!

Quello che percepisco è che tutti quelli che usano la mia musica sono trendy; questo può rompere le barriere tra generazioni perché quando un ragazzino campiona la mia musica creando una nuova traccia, la porta ad un nuovo pubblico e questo è positivo.

Se è un dj che campiona la mia musica per un piccolo club, non reagisco; ma se si tratta di Paul McCartney, Lionel Ritchie, Pink o i Daft Punk, allora sì. In questi casi suggerisco di fare 50/50. Se sono riuscito ad ispirarli, anche con il modo in cui ho suonato, allora + il caso di fare 50/50, e non ho mai ricevuto lamentele su questo punto.

Tutti dicono “ma certo, ovvio”.

supernature cover

supernature cover

Parliamo delle copertine degli album: in quella di Paradise, c’è una modella nuda su un frigorifero..

MC: Era un periodo divertente: il sesso lo trovavi dappertutto. Faceva parte di quel periodo: sesso, droghe…

Quindi ti sei accodato all’immagine del tipico musicista Disco?

MC: Cos’altro avrei dovuto fare? Quando sei un musicista, hai 20 anni e sei nel pieno del tuo successo…oggi è diverso, ma allora, e specialmente per i musicisti disco, agli occhi del mainstream sei diverso; ogni sera allo Studio 54 – non dico che ti vedevano come uno fuori di testa, ma eri considerato diverso dalla maggioranza.

Io però non cercavo di fare disco music: non è che avessi progettato di fare qualcosa di preciso.

Nel 1976 feci Love in C Minor e pensai: “Se non funziona smetto di fare musica”.

Quell’LP era diverso da ogni altra cosa in circolazione: non era commerciale perché durava 16 minuti e la batteria e le percussioni sovrastavano gli altri strumenti. Per me aveva senso, visto che ero un batterista, ma per l’industria musicale era assolutamente illogico.

Successe circa due anni e mezzo prima che la disco esplodesse: in quegli anni registrati Love in C Minor, Supernature e Paradise.

Poi arrivarono i Bee Gees con Saturday Night Fever e i media furono invasi da questa parola, disco. Dicevano: “Due persone facevano già  disco: Giorgio Moroder e Cerrone”.

È la disco che è venuta da noi, noi il contrario.

Sei ancora in contatto con Giorgio Moroder [del quale è stato annunciato il nuovo album in uscita nel 2015)?

MC: Vuoi sapere una cosa? Non l’ho mai incontrato. Non ho mai parlato con lui negli shows, nei backstages; forse perché quando io avevo successo avevo 20 anni e lui ne aveva già 34. Non voglio dire che lui fosse vecchio, ma a 20 anni è difficile che fai amicizia con uno di 34.

Cosa pensi della rivolta Disco Sucks?

MC: Alcuni personaggi dei media si lamentavano e dicevano che la Disco faceva schifo; avevano ragione. La disco degli ultimi anni ’70 era Born to be alive e roba simile. le major discografiche creavano star dal nulla e le vendevano come disco music.

Ma quella non era la vera disco; la vera disco music è un’atmosfera, non è una canzone pop. E non conta che alcuni brani disco siano diventati hits. I DJ sapranno sempre dirti quale è la vera disco e quale no. È qualcosa che loro sanno inconsapevolmente; alcuni campionano i più piccoli frammenti vocali perché è tutto ciò che occorre loro per avere l’atmosfera della disco music.

È per questo che costantemente ti esibisci dal vivo di fronte a migliaia di persone?

MC: Suonare dal vivo è il punto centrale dell’intero business. Quando ho iniziato, era tutto ciò che volevo fare. Sono stato fortunato ed ho avuto la possibilità di farlo per 40 anni! La cosa buffa è che io sono un batterista e dopo due ore sono a pezzi! Batteria e percussioni richiedono sforzo fisico.

Un paio di anni fa l’etichetta mi disse che avrei dovuto suonare e poi fare il DJ ma a me sembrava una pazzia, poi chiesi ad alcuni miei amici DJs  e mi spinsero a provarci.

Ora sono sul palco il doppio del tempo – non ho smesso di suonare dal vivo, ma mi esibisco anche come DJ. Certo, l’età si fa sentire, ma non è certo una ragione per fermarmi. Fare il DJ mi ha aperto le porte dei mega festivals  e l’estate scorsa ho suonato di fronte a 60.000 persone: era come tornare ventenne!

Da qualche parte ho letto che hai progenitori italiani. C’è qualcosa negli Italiani per cui sono così bravi nella musica disco? E invece i Francesi?

MC: Non so che dirti! Hanno qualcosa dentro che  li rende particolarmente bravi con i sintetizzatori? Non credo che faccia molta differenza la famiglia da cui provieni, o la religione, il Paese o altro; quello che importa è la passione per la musica.

Per quanto riguarda la Francia, credo che oggi French Touch abbia uno preciso significato.

Quando recentemente ero in tour negli USA molti giornalisti mi chiedevano: “Dove sono tutti gli altri musicisti francesi? Registri con musicisti inglesi o statunitensi, registri a Londra e la tua cantante è statunitense. Che c’è di francese in tutto ciò?”. Ed io rispondevo loro: “il French Touch”.

Dal 1995, i Daft Punk ed altri hanno contribuito a creare il French Touch – montagne di filtri, campioni disco e così via. Oggi ci sono Justice, Brakbot, The Shoes. Hanno qualcosa di unico, differente se paragonati agli artisti inglesi o statunitensi.

cerrone

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Per concludere, raccontami dell’esperienza come giudice di X Factor.

MC: È stato divertente. Non sono mai stato tanto esposto all’attenzione mediatica e questo è stato nuovo per me.

Quando vennero i produttori inglesi a parlarmi, rendevo che volessero che scrivessi per loro qualche brano; “No, no – dissero – dovrai fare il giudice”. ovviamente ho detto si!

Testo originale di Robert Bates