Jeff Mills, The Man from Tomorrow

The Man from Tomorrow Jeff Mills

The Man from Tomorrow Jeff Mills

Mi sono imbattuto solo ora in un’intervista a Jeff Mills pubblicata un anno fa su vice.com, in occasione della presentazione del film The man from tomorrow, diretto dalla regista francese Jacqueline Caux.

È già stata tradotta in italiano, quindi preferisco riportare qui solo alcune frasi dell’artista techno.

Il film verrà proiettato in Italia il 17 Maggio a Milano, all’interno della rassegna Intellighenzia Electronica presso lo Spazio ex Ansalto. 

Molti  della mia generazione erano musicisti  prima di essere DJ, e trasportavano quella mentalità creativa nei loro dj set. 
La musica dovrebbe trasmette qualcosa. Dovrebbe essere presa con più serietà, cosicché potresti esserne illuminato anche soltanto ascoltandola. 
Forse la stessa definizione di musica cambierà. Non sarà più soltanto note e accordi,  ma potrebbe diventare molto più di questo. La musica esiste per trasportare la tua mente in un luogo illuminato, e ci sono molti modi per raggiungere questo obiettivo.

Fonte: thumb.vice.com  

L’App di Beatport per Android e iOS

beatport app

Beatport, sito e negozio online di riferimento per la musica elettronica ha pubblicato un’App per lo streaming del suo catalogo musicale. 

“The home of electronic music” è lo slogan che accompagna la pagina da cui poter scaricare l’app per Android ed iOS.

L’app è gratuita e consente di ascoltare per intero i brani; attualmente non è integrata con l’account del sito e non permette di acquistare tracce.

“L’evoluzione di Beatport coinvolge ben più del semplice servizio di streaming – ha commentato Greg Consilio, Presidente di SFX nell’annuncio stampa ufficiale – Abbiamo costruito la casa ideale per la musica elettronica in tutte le sue forme e formati, inclusi festival, streaming, download, notizie. Il tutto disponibile sul web e su dispositivi mobili”.

Fonte: mixmag.net

Donne e musica elettronica

http://femalepressure.tumblr.com/

Female:pressure è un blog su tumblr dedicato alle donne che fanno musica elettronica. “Questo blog è ispirato all’articolo di Björk apparso su Pitchfork – si legge nell’intestazione di female:pressure – dove la’rtista islandese notava la mancanza di documentazione fotografica (nell’ambito della musica elettronica, NDT) di donne al lavoro. Questo è uno sforzo collettivo – continua – di mostrare donne e il loro uso della tecnologia nella musica e nella produzione mediale”.

Il blog è curato dalla musicista Antye Greie-Ripatti ed una diretta emanazione del sito www.femalepressure.net/; su tumblr è online soltanto da poche settimane, ma è interessante notare che propone anche fotografie di artiste degli anni passati, come Clara Rockmore, suonatrice di theremin e collaboratrice, tra gli altri, anche di Robert Moog.

Fonte: laweekly.com

Ascoltare l’Ultra Music Festival da casa

 

Non potrete partecipare all’Ultra Music Festival? Restate comodi in poltrona perché ci pensa Twitch.

La piattaforma di streaming ha annunciato che coprirà tre giorni dell’Ultra Music Festival, confermando così l’interesse per la musica dance.

Già a gennaio Twitch aveva lanciato la Twitch Music Library, in collaborazione con varie label EDM, dando la possibilità di poter pubblicare tracce agli artisti che non vogliono distribuire la musica gratis.

Fonte: techrunch.com

Redfoo advertainment

Advertainment: la pubblicità è in crescita nella musica pop

Redfoo advertainment

Redfoo advertainment

Il product  placement è una tecnica di pubblicità che ha fatto parlare di sé soprattutto perché legata al mezzi audiovisivi; in realtà, anche nella musica pop sono sempre stati presenti riferimenti, con intenti più o meno positivi, a brand e marche di qualsiasi tipo – un esempio su tutti: le bollicine di Vasco.

Quello che è nuovo è che il trend del product placement nella musica pop è in crescita. È uno studio dell’Università di Denver negli USA a dimostrarlo: il professore associato Stormy Gloor ha preso in esame le classifiche Billboard dal 1960 al 2013 ed ha notato un aumento dell’advertainment, crasi coniata per descrivere il product placement nei testi di musica.

“Come professore di music business e ascoltatore – commenta Gloor – sapevo che questo fenomeno erra in atto. Ora, in quanto ricercatore, ho i dati che lo dimostrano. Nell’attuale music business – continua il professore – gli artisti e i loro collaboratori sanno di dover intraprendere approcci non convenzionali per stare sul mercato”.

Lo studio ha trovato che, nei primi 30 brani in classifica, ci sono stati 1544 riferimenti a prodotti commerciali; 20 delle 30 hit del 2006 contenevano ciascuna almeno un riferimento ad un personaggio, un luogo o un prodotto.

In testa a tutti ci sono i produttori di automobili, che sono risultati i brand più menzionati.

“Molti credevano – continua Gloor – che la musica fosse l’ultimo bastione contro la tirannia del marketing, ma anche questa illusione è svanita. Molti musicisti attuali – conclude il ricercatore – guadagnano molto meno dalla musica registrata e di conseguenza diventano oggetti per il marketing“.

Fonte: bizjournals.com

Making Music: strategie creative da Ableton

Making Music: A Book of Creative Strategies

Making Music: A Book of Creative Strategies

Ableton, l’azienda produttrice del software Live! per la produzione musicale, pubblica un libro di strategie per produttori di musica elettronica.

Il libro non è un manuale accresciuto di Ableton Live! – si legge sul sito – invece, come è implicito nel titolo, è un mezzo per aiutarti a fare musica, con suggerimenti per risolvere problemi musicali, progredire, e (la cosa più importante) finire ciò che hai cominciato, a prescindere dal software o hardware che utilizzi”.

Nella presentazione del libro, alcuni artisti sono stati invitati a lasciare i propri suggerimenti sulle strategie messe in atto per iniziare un nuovo brano / idea musicale.

Qui traduco le parole di King Britt.

“Sono sempre stato attratto dal modo in cui John Cage e Brian Eno usano le limitazioni e i parametri come modo per alimentare il processo creativo. Ora più di prima questo modo di pensare è importante a causa delle molte scelte che abbiamo di fronte.

Quindi, iniziando un nuovo progetto, inizio immaginando la tavolozza sonora di cui ho bisogno per rappresentare i suoni che voglio. A volte mi dico: uso soltanto due synth analogici per creare tutti i suoni, il che ti sprona ad essere user creativo e ti limita ai suoni di quel particolare synth, il quale a sua volta crea l’atmosfera generale del pezzo.

Una volta che ho capito quali suoni o plugins usare, mi affido al caso per creare campioni e loops.

Mi ricordo che, durante la produzione di Adventures in Lo-Fi, il processo quotidiano era prendere casualmente venti dischi dallo scaffale e vedere quanti beats potevo tirare fuori soltanto con questi venti dischi!

È stato talmente divertente che ancora oggi uso questo metodo: vengono fuori combinazioni che sono davvero strane!”.

Fonte: ableton.com