Donne e musica elettronica

http://femalepressure.tumblr.com/

Female:pressure è un blog su tumblr dedicato alle donne che fanno musica elettronica. “Questo blog è ispirato all’articolo di Björk apparso su Pitchfork – si legge nell’intestazione di female:pressure – dove la’rtista islandese notava la mancanza di documentazione fotografica (nell’ambito della musica elettronica, NDT) di donne al lavoro. Questo è uno sforzo collettivo – continua – di mostrare donne e il loro uso della tecnologia nella musica e nella produzione mediale”.

Il blog è curato dalla musicista Antye Greie-Ripatti ed una diretta emanazione del sito www.femalepressure.net/; su tumblr è online soltanto da poche settimane, ma è interessante notare che propone anche fotografie di artiste degli anni passati, come Clara Rockmore, suonatrice di theremin e collaboratrice, tra gli altri, anche di Robert Moog.

Fonte: laweekly.com

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another bleep 69

Il tormento dell’Estasi

Riporto questo articolo dal sito deep house amsterdam

Il nuovo documentario dell’australiana ABC2 si aggiunge al sempre vivo dibattito sull’uso di droghe che tanto spesso accompagna i discorsi sulla cultura dance.

Il tormento dell’Estasi prende il nome dalla biografia postmoderna su Michelangelo dello scrittore Irving Stone (“Il tormento e l’estasi”) e racconta di Lise, una ventottenne che per due anni consecutivi ha fatto uso settimanale di ecstasy.

Il documentario esplora un tema importante che merita più attenzione: sappiamo che Lise è ben lungi dall’essere la sola ad aver sofferto i traumi a breve termine che accompagnano lo smaltimento degli effetti dell’ecstasy.
È anche vero che alcuni negano persino di soffrirne: probabilmente perché non provocano un dolore fisico paragonabile a quello prodotto da una sbornia.

Più realisticamente, chi nega di soffrire lo smaltimento dell’estasi ne soffre eccome, ma ad un livello emotivo che è più difficile da sondare rispetto ai mal di testa post-sbronza.

Finché resta illegale e non regolamentata, il rischio di morte dovuto ad ecstasy continuerà il trend corrente: raramente passa un’estate senza racconti di giovani vite spazzate via dalla negligenza di governi che non rispondono all’uso di sostanze stupefacenti in maniera responsabile.

Ma quale è l’impatto a lungo termine sulla salute mentale, sulle abilità motorie e sull’abilità di apprendere?
La risposta non è ancora chiara e definitiva; ma in una scena del documentario il Professore Ian Mcgregor dell’Università di Sydney parla di una carenza a lungo termine di serotonina, un aumento di ansia e depressione; questo anche nel caso di utilizzatori casuali dello stupefacente.
Il Professore McGregor documenta anche variazioni nei livelli di ossitocina, essenziali nelle nostre abilità relazionali.

Sconti su plugins audio, l’elenco di Plugin Boutique

Black friday plugin boutique

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Ieri avevo segnalato l’iniziativa di Waves, che regala un plugin audio a chi si iscrive alla loro iniziativa, ma stamattina ho trovato la newsletter di Plugin Boutique che elenca una serie ben più numerosa di software houses che mettono in promozione i propri plugins, tra cui IzotopeFXpansion

Questo è il link per l’elenco completo 

Il nuovo album di David Guetta, Listen

L’ho ascoltato e, come per la maggior parte degli album che ho ascoltato, ci sono brani che mi piacciono e altri meno.

David Guetta

David Guetta

Qui traduco parte di un’intervista pubblicata su Billboard USA.

Mentre beve acqua nell’aurora del Tomorrowworld, David Guetta appare senza ombra di dubbio sfinito.

La stanchezza di David Guetta è certamente comprensibile: il maestro nell’arte del crossover tra generi musicali ha passato il suo anno più impegnativo, finendo il sesto album mentre girava il mondo per il suo tour e gestiva il divorzio con la sua ex moglie Cathy Guetta.

Il dj quarantasettenne ha pubblicato Listen su etichetta Parlophone France, dopo tre anni dall’ultimo album.

“Sono accaduti molti cambiamenti personali negli ultimi tempi che hanno chiaramente influenzato gli argomenti dell’album – ammette Guitta – Non sono un songwriter, ma, mentre lavoravo alle tracce dell’album, ero influenzato da quello che accadeva nella mia vita; è naturale”.

“Sono sempre una persona positiva, intendiamoci – continua – Amo ancora divertirmi e sono felice. Ma ho passato momenti difficili ultimamente e credo che questo sia percepibile nei brani”.

“È una sfida adrenalina quella di reinventarmi ogni volta; c’è molta pressione e tensione – ammette – Un nuovo album dovrebbe dire qualcosa che ancora non è stato detto fino ad allora.

Penso che ogni volta che ho rischiato qualcosa ho avuto successo: quando pensai di combinare Urban e House Music era contro ogni regola”.

In Listen, Guetta dice di aver scelto un approccio più tradizionale, iniziando la produzione dai testi e dalle tracce di voce, piano e chitarra, per poi aggiungere solo successivamente gli elementi dance.

Si è anche allontanato dal suono potente e duro delle produzioni EDM che vanno attualmente per la maggiore, tornando alle sue radici più melodiche, con una presenza forte di archi e linee di pianoforte che ricordano più i suoi successi pop degli anni passati che i suoi attuali dj sets.

“Mi manca l’elemento più emozionale – riprende il dj – molta EDM degli ultimi tempi si basa su trucchetti in fase di produzione che poi fanno in modo che una traccia suoni in maniera impressionante. Credo che non sia abbastanza. Le tracce di Listen – spiega – potrebbero essere suonate da un’orchestra classica, una rock band o una formazione funk, e suonerebbero bene lo stesso. Non è come se “Oh, cavolo, o uso questa cassa distorta o questa traccia non vale niente!”

Sia, Nicki Minaj, Emeli Sandé, Sam Martin sono alcuni dei cantanti presenti nell’album.
E, sebbene con il duo olandese Showtek David Guetta abbia composto tre brani dall’inequivocabile sapore big room, l’album segna uno scostamento da quelle sonorità.

“Amo ancora produrre e suonare queste tracce, ma attualmente voglio fare musica differente – dice il dj – Non sto dicendo che si stia chiudendo una fase o che altri non possano fare quella musica; parlo solo per me e per cosa posso fare io come artista”.

Guetta spende poi qualche parola anche per i suoi detrattori sparsi per il mondo: “Non credo che qualcuno abbia idea del mio percorso da DJ.
Ho sentito tanta gente dire che suono set pre-registrati, ma è del tutto ridicolo: faccio il DJ
da prima che ci fosse la musica House; faccio il DJ da quando avevo 17 anni, cioè  da 30 anni.
Potrei mixare ad occhi chiusi”.

“Oggi un sacco di ragazzini sbucano fuori dal nulla: fai una hit nella tua cameretta e subito dopo sei lì a suonare davanti a 10.000 persone. Per me va bene – precisa Guetta – rispetto la parte in studio tanto quanto la performance.

Sto dicendo soltanto che non credo che gli altri abbiano ben chiara la mia storia, in fatto di DJing: facevo dj set di 8 ore per 6 giorni a settimana; credo di essere abbastanza autentico quando si tratta di mixare”.

 

dj set

Nuovo album per Giorgio Moroder, “74 is the new 24”

News da synthopia.com

Il pioniere della musica dance elettronica Giorgio Moroder ha annunciato la pubblicazione di un nuovo album, “74 is the new 24”.

L’uscita è prevista per la primavera 2015, ma intanto una traccia è già disponibile sul suo profilo soundcloud:

Molte le collaborazioni presenti, tra cui Sia, Charli XCX, Kylie Minogue, Mikky Ekko, Foxes, Matthew Koma & Britney Spears.

“Alla musica dance non import dove vivi – ha detto Moroder a proposito della nuova traccia – non le importa chi siano i tuoi amici.
Non le importa quanto guadagni e non le importa se hai 74 o 24 anni perché…74 è il nuovo 24!”

Anche un video è stato prodotto per l’attuale brano;

lo stile? beh, ve lo lascio immaginare..

Qui l’articolo originale