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Advertainment: la pubblicità è in crescita nella musica pop

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Il product  placement è una tecnica di pubblicità che ha fatto parlare di sé soprattutto perché legata al mezzi audiovisivi; in realtà, anche nella musica pop sono sempre stati presenti riferimenti, con intenti più o meno positivi, a brand e marche di qualsiasi tipo – un esempio su tutti: le bollicine di Vasco.

Quello che è nuovo è che il trend del product placement nella musica pop è in crescita. È uno studio dell’Università di Denver negli USA a dimostrarlo: il professore associato Stormy Gloor ha preso in esame le classifiche Billboard dal 1960 al 2013 ed ha notato un aumento dell’advertainment, crasi coniata per descrivere il product placement nei testi di musica.

“Come professore di music business e ascoltatore – commenta Gloor – sapevo che questo fenomeno erra in atto. Ora, in quanto ricercatore, ho i dati che lo dimostrano. Nell’attuale music business – continua il professore – gli artisti e i loro collaboratori sanno di dover intraprendere approcci non convenzionali per stare sul mercato”.

Lo studio ha trovato che, nei primi 30 brani in classifica, ci sono stati 1544 riferimenti a prodotti commerciali; 20 delle 30 hit del 2006 contenevano ciascuna almeno un riferimento ad un personaggio, un luogo o un prodotto.

In testa a tutti ci sono i produttori di automobili, che sono risultati i brand più menzionati.

“Molti credevano – continua Gloor – che la musica fosse l’ultimo bastione contro la tirannia del marketing, ma anche questa illusione è svanita. Molti musicisti attuali – conclude il ricercatore – guadagnano molto meno dalla musica registrata e di conseguenza diventano oggetti per il marketing“.

Fonte: bizjournals.com

Infinite Dial 2015: lo streaming cresce, Youtube si conferma leader

Infinite Dial 2015: lo streaming cresce, Youtube si conferma leader

Infinite Dial 2015

Infinite Dial è uno dei più importanti progetti di ricerca nel campo dello streaming audio.

L’edizione 2015, condotta da Edison Research e Triton Digital, rivela che il 53% della popolazione negli USA (dai 12 anni in su) ascolta musica e radio online almeno una volta al mese – 143 milioni di individui stimati, “Uno dei dati più significativi di questa ricerca”, commenta John Rosso, di Triton Digital.

La ricerca è stata condotta su un campione di 2002 individui nei mesi di Gennaio e Febbraio 2015, con interviste telefoniche su cellulare e telefono fisso.

L’ascolto settimanale continua il trend positivo, con il 44% del campione (119 milioni di individui stimati) che ascolta radio online almeno una volta alla settimana.

Sia nell’ascolto mensile che in quello settimanale, i più attivi sono i più giovani: chi ha tra i 14 e i 24 anni rappresenta il 77% dell’ascolto mensile e il 69% dell’ascolto settimanale.

Il tempo di ascolto si è ridotto, rispetto alla scorsa edizione della survey: 12 ore e 53 minuti è il tempo medio di ascolto, mentre l’anno precedente il valore ammontava a 13 ore e 19 minuti.

L’ascolto è soprattutto legato ai devices mobili: il 73% degli intervistati ascolta tramite smartphones, mentre l’ascolto tramite computer diminuisce dal 64% al 61%.

I punti chiave che Edison e Triton evidenziano sono:

. L’audio online è ormai un’attività consolidata e mainstream per la popolazione under 55.

. La radio AM/FM continua a dominare l’ascolto in automobile, ma sta perdendo la sua capacità di proporre nuova musica.

. Pandora resta il leader del settore, nonostante Spotify sia cresciuto, soprattutto nella fascia più giovani di ascoltatori.

. Youtube è utilizzato come canale di ascolto online tanto da eguagliare l’ascolto di tutti gli altri servizi messi insieme.

. La radio online in automobile cresce: più che raddoppiata negli ultimi due anni.

. Lo smartphone continua ad essere il mezzo prescelto per l’ascolto online e la maggior parte degli utenti non sono preoccupati dal traffico dati generato.

. Il podcasting cresce ed attira segmenti di mercato monetizzabili.

Ecco alcuni contenuti della ricerca:

. Brands (Marca): Pandora è il brand più conosciuto nel settore dell’audio online, seguito da Youtube.

Pandora, Spotify e iTunes Radio hanno tutti registrato una crescita d’ascolto nell’ultimo anno: Youtube è utilizzato dal 90% dei giovani 14-24, mentre in totale è usato nel 63% per ascoltare musica online.

Discovery (Scoperta di nuova musica): i metodi per l’ascolto di nuova musica vedono  la famiglia e gli amici come prima fonte per il 70% degli intervistati, seguiti dalla radio AM/FM (69%) e da Youtube (61%).

Podcasting: il segmento del podcasting raccoglie il 33% dell’ascolto. L’ascolto dei podcast è costante: in media, chi usa i podcast, ascolta sei puntate a settimana.

Fonte: rainnews