L’App di Beatport per Android e iOS

beatport app

Beatport, sito e negozio online di riferimento per la musica elettronica ha pubblicato un’App per lo streaming del suo catalogo musicale. 

“The home of electronic music” è lo slogan che accompagna la pagina da cui poter scaricare l’app per Android ed iOS.

L’app è gratuita e consente di ascoltare per intero i brani; attualmente non è integrata con l’account del sito e non permette di acquistare tracce.

“L’evoluzione di Beatport coinvolge ben più del semplice servizio di streaming – ha commentato Greg Consilio, Presidente di SFX nell’annuncio stampa ufficiale – Abbiamo costruito la casa ideale per la musica elettronica in tutte le sue forme e formati, inclusi festival, streaming, download, notizie. Il tutto disponibile sul web e su dispositivi mobili”.

Fonte: mixmag.net

Ascoltare l’Ultra Music Festival da casa

 

Non potrete partecipare all’Ultra Music Festival? Restate comodi in poltrona perché ci pensa Twitch.

La piattaforma di streaming ha annunciato che coprirà tre giorni dell’Ultra Music Festival, confermando così l’interesse per la musica dance.

Già a gennaio Twitch aveva lanciato la Twitch Music Library, in collaborazione con varie label EDM, dando la possibilità di poter pubblicare tracce agli artisti che non vogliono distribuire la musica gratis.

Fonte: techrunch.com

Infinite Dial 2015: lo streaming cresce, Youtube si conferma leader

Infinite Dial 2015: lo streaming cresce, Youtube si conferma leader

Infinite Dial 2015

Infinite Dial è uno dei più importanti progetti di ricerca nel campo dello streaming audio.

L’edizione 2015, condotta da Edison Research e Triton Digital, rivela che il 53% della popolazione negli USA (dai 12 anni in su) ascolta musica e radio online almeno una volta al mese – 143 milioni di individui stimati, “Uno dei dati più significativi di questa ricerca”, commenta John Rosso, di Triton Digital.

La ricerca è stata condotta su un campione di 2002 individui nei mesi di Gennaio e Febbraio 2015, con interviste telefoniche su cellulare e telefono fisso.

L’ascolto settimanale continua il trend positivo, con il 44% del campione (119 milioni di individui stimati) che ascolta radio online almeno una volta alla settimana.

Sia nell’ascolto mensile che in quello settimanale, i più attivi sono i più giovani: chi ha tra i 14 e i 24 anni rappresenta il 77% dell’ascolto mensile e il 69% dell’ascolto settimanale.

Il tempo di ascolto si è ridotto, rispetto alla scorsa edizione della survey: 12 ore e 53 minuti è il tempo medio di ascolto, mentre l’anno precedente il valore ammontava a 13 ore e 19 minuti.

L’ascolto è soprattutto legato ai devices mobili: il 73% degli intervistati ascolta tramite smartphones, mentre l’ascolto tramite computer diminuisce dal 64% al 61%.

I punti chiave che Edison e Triton evidenziano sono:

. L’audio online è ormai un’attività consolidata e mainstream per la popolazione under 55.

. La radio AM/FM continua a dominare l’ascolto in automobile, ma sta perdendo la sua capacità di proporre nuova musica.

. Pandora resta il leader del settore, nonostante Spotify sia cresciuto, soprattutto nella fascia più giovani di ascoltatori.

. Youtube è utilizzato come canale di ascolto online tanto da eguagliare l’ascolto di tutti gli altri servizi messi insieme.

. La radio online in automobile cresce: più che raddoppiata negli ultimi due anni.

. Lo smartphone continua ad essere il mezzo prescelto per l’ascolto online e la maggior parte degli utenti non sono preoccupati dal traffico dati generato.

. Il podcasting cresce ed attira segmenti di mercato monetizzabili.

Ecco alcuni contenuti della ricerca:

. Brands (Marca): Pandora è il brand più conosciuto nel settore dell’audio online, seguito da Youtube.

Pandora, Spotify e iTunes Radio hanno tutti registrato una crescita d’ascolto nell’ultimo anno: Youtube è utilizzato dal 90% dei giovani 14-24, mentre in totale è usato nel 63% per ascoltare musica online.

Discovery (Scoperta di nuova musica): i metodi per l’ascolto di nuova musica vedono  la famiglia e gli amici come prima fonte per il 70% degli intervistati, seguiti dalla radio AM/FM (69%) e da Youtube (61%).

Podcasting: il segmento del podcasting raccoglie il 33% dell’ascolto. L’ascolto dei podcast è costante: in media, chi usa i podcast, ascolta sei puntate a settimana.

Fonte: rainnews

Quanto è roseo veramente il futuro dell’industria musicale?

the money programme - monty python flying circus

the money programme – monty python flying circus

Questa volta vi propongo un articolo sul futuro della musica in streaming;

l’articolo è forse un po’ troppo ottimista, ma visto che a scriverlo è stato il fondatore di un servizio di streaming e veterano della musica online – Thomas McAlevey – era anche prevedibile.
In ogni caso, alcune riflessioni interessanti ci sono e quindi buona lettura!

PS: la citazione finale è tratta dal testo di “The future’s so Bright” di Timbuk 3.


Quanto è davvero roseo il futuro dell’industria musicale?

Una nuova generazione ha pronunciato il suo verdetto e l’accesso (lo streaming di musica dai non-luoghi del cloud) vincerà sul possesso materiale (cioè la collezione di un numero finito di CD e files), proprio come le radio personalizzate (lo streaming di webradio e servizi on-demand interattivi) sta sostituendo la radio in FM e AM. Tutto ciò non è più neanche dibattuto dai più informati, ma accettato come una questione di tempo.
Ma allora per quanto ancora dovremo leggere che servizi leader nel settore, come Pandora e Spotify, sono ancora in perdita nonostante decine di milioni di utenti e centinaia di milioni di dollari investiti?
Giornalisti da tutto il mondo traggono la conclusione che è impossibile monetizzare lo streaming legale, ma la realtà è che Pandora e Spotify danno consapevolmente la priorità alla crescita della propria quota di mercato, piuttosto che al ritorno economico immediato.
Non sto facendo ipotesi; conosco i numeri dello streaming – ed ho negoziato direttamente con tutte le più grandi Majors e sono informato sui numeri magici che i redattori possono soltanto indovinare.

Primo dato
Pandora potrebbe essere monetizzabile già domani, se aumentasse la frequenza delle pubblicità, anche solo di un ammontare così piccolo da restare comunque meno segmentata di un normale clock di una radio FM. ma Pandora sa che aumentare le ads ridurrebbe l’utilizzo da parte degli utenti, visto che chi naviga tollera molto meno le interruzioni di quanto non facessero i baby-boomers cresciuti con le radio FM.

Secondo dato
Se Spotify decidesse oggi di fermare l’espansione su nuovi mercati, raggiungerebbe il break-even anche domani. E se la società decidesse di chiudere il servizio free (costruito per aumentare la base di utenti), sarebbe immediatamente redditizia in tutti i mercati in cui è presente.

Pandora e Spotify hanno già i numeri necessari per essere remunerativi, ma in entrambi i casi la paura di una frenata nella crescita di nuovi utenti sorpassa il loro bisogno attuale di liquidità.

E allora, adesso che sapete la verità sul mito più grande dell’attuale industria musicale, quali sono gli assi nella manica per la musica di questo secolo?

I servizi di basati su playlist come Spotify non sorpasseranno mai le personal radio come Pandora, per i semplice motivo che la quasi nessuno è interessato a cercare ogni singolo brano manualmente.

Ma lo streaming on-demand continuerà a sostituire i 5 miliardi di dollari incassati dalle vendite online e fisiche attraverso abbonamenti a servizi del tipo “prendi tutto”.

La musica on-demand non sarà monetizzabile con piattaforme basate da pubblicità e gli abbonamenti continueranno a costare circa 10 dollari al mese. Apple introdurrà iBeats e lo renderà disponibile presto su tutte le piattaforme, sostituendo completamente e a lungo termine i download.
Pandora è sopravvissuta a iTunes Radio perché creare un buon flusso musicale personalizzato non è semplice. Ma Spotify non sarà così fortunato: un servizio on-demand è semplicemente un motore di ricerca associato ad una libreria musicale e Apple può farlo così come chiunque altro.
Come diverse centinaia di milioni di carte di credito già in archivio, Apple offrirà un mese gratis e dal secondo mese Spotify perderà la sua base di utenti.

Anche Pandora subirò questa tempesta, ma la grande sfida arriverà da una nuova generazione di servizi radio che si innoveranno più facilmente.
il Progetto Genome Music di Pandora è difficile da modificare ed è il cuore della loro attuale leadership.
I nuovi servizi radio offriranno notizie, talk, sport insieme alla musica e raggiungeranno la redditività senza dover raggiungere i carichi di pubblicità delle radio FM.

I musicisti gioiranno quando capiranno che le radio in streaming condivideranno con loro gli enormi introiti pubblicitari che le radio in AM/FM non hanno mai fatto negli USA.
Così i ben remunerati artisti si daranno da fare per creare nuove canzoni per questi innovativi servizi di streaming che le distribuiranno ad un pubblico felice di supportare senza esiti una rinata industria musicale, spendente e redditizia come non mai.
E i cieli si apriranno, il sole spenderà ancora, ci sarà musica dappertutto e…beh, il futuro è talmente luminoso che mi tocca mettere gli occhiali da sole!

The future’s so bright: